BIO

 

🇮🇹 Biografia – Marco Trabucco

“Innovatore nel suo settore, Marco Trabucco abbraccia la sperimentazione delle nuove sonorità della musica contemporanea.” – Jazz World Quest
“Il tuo modo di suonare denota maturità oltre i tuoi anni.” – Steve Swallow
“Un musicista maturo e sensibile, dotato di una visione musicale che è certamente attuale, ma che allo stesso tempo è immersa in un’estetica più ampia.” – Umberto Fiorentino
“Uno strumentista dallo stile asciutto, ma ricco di sensibilità melodica.” – Boddi, Musica Jazz

Marco Trabucco

Contrabbassista, bassista elettrico, compositore e fondatore di SONÈRVIA

 

Marco Trabucco è un contrabbassista, bassista elettrico e compositore la cui ricerca artistica si colloca all’incrocio tra performance, scrittura e investigazione improvvisativa, con un’attenzione particolare alle condizioni che definiscono e limitano l’atto estemporaneo nel momento stesso in cui si produce.

 

Il suo percorso accademico e formativo si sviluppa tra il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, l’Università Ca’ Foscari di Venezia e il Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto, istituzioni presso le quali ha conseguito diplomi e lauree in Basso Elettrico Jazz, Contrabbasso Jazz, Didattica Strumentale e Tecniche Artistiche dello Spettacolo. Ha arricchito la propria formazione con masterclass tenute da figure di rilievo internazionale come Keith Tippett, Bjorn Meyer e Jarrod Cagwin, e nel 2017 ha approfondito ulteriormente lo studio dell’improvvisazione con Stefano Battaglia, Salvatore Maiore e Roberto Dani.

 

Nel corso della sua attività concertistica e discografica ha collaborato, suonato e registrato con musicisti di primo piano della scena jazz e contemporanea, tra cui Klaus Gesing, Nico Gori e Lanfranco Malaguti.

 

Dal debutto discografico nel 2010 con Trabucco Bros — Open/Close (Blue Serge Records) alle più ampie aperture timbriche di Orchestra (Caligola Records), la sua produzione si è sviluppata parallelamente a un’intensa attività competitiva, che lo ha visto ottenere il primo posto al Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi” per la miglior opera prima con l’Oir Quartet, il primo premio al concorso “Giovani Musicisti Città di Treviso” e il primo premio al concorso “Blow into the Nightfly” (2012).

 

A questo percorso si aggiunge il conferimento del Berklee Award a Umbria Jazz, seguito dalla pubblicazione di Making Friends (Abeat Records) con Klaus Gesing e dalla registrazione di …e penso a te, realizzata presso gli studi La Fabrique con la produzione di Stefano Amerio e la firma del fonico Al Schmitt, vincitore di 19 Grammy Award. In questo lavoro il linguaggio jazz incontra la canzone d’autore italiana in una prospettiva di equilibrio timbrico e cura formale.

 

Nel 2016 Veneto Jazz lo riconosce come uno dei talenti emergenti della nuova scena nazionale. Nello stesso solco si colloca A Long Trip / With You (Abeat), sua prima opera in veste di leader, cui seguono Meraki (Artesuono, 2019), prodotto da Amerio, e X [ics] (Abeat), lavoro per ensemble misto di dieci elementi che unisce un quartetto jazz a un organico da camera classico. È soprattutto su quest’ultimo disco che emerge con forza una lettura critica particolarmente significativa: Paolo Cavallone ne sottolinea infatti l’orientamento al “superamento della standardizzazione”, individuando nel lavoro di Trabucco una scrittura capace di uscire dagli automatismi del linguaggio jazzistico più convenzionale. Cavallone evidenzia inoltre soluzioni timbriche che “spingono verso tensioni intervallari derivate dalla tradizione colta”, mettendo in luce un pensiero compositivo che non si limita alla fusione tra generi, ma costruisce un vero spazio di ricerca tra jazz, scrittura contemporanea e sensibilità cameristica. In questa prospettiva, X [ics] non appare come un semplice incontro tra organici diversi, ma come un progetto in cui la composizione si fa strumento di indagine formale e di ridefinizione del rapporto fra improvvisazione, struttura e materia sonora.

 

L’importanza di X [ics] è ulteriormente ribadita dal fatto che l’album è stato inserito da Amedeo Furfaro nel volume Nuovo Jazz Italiano in 100 dischi, confermando la sua rilevanza nel panorama nazionale.

 

Accanto all’attività jazzistica, Marco Trabucco è attivo anche nell’esecuzione del repertorio sinfonico classico e ha calcato palcoscenici di rilievo internazionale e nazionale, tra cui il Gran Teatro La Fenice di Venezia, la Konzerthaus di Vienna e l’Auditorium della RAI di Trieste. È stato ospite di programmi radiofonici come Piazza Verdi su Radio RAI 3 e ha preso parte a festival come Veneto Jazz, Orvieto Jazz, Sile Jazz e Padova Jazz. La sua biografia artistica è inclusa nel Dizionario del Jazz Italiano di Flavio Caprera, edito da Feltrinelli.

 

Nel 2026 fonda SONÈRVIA, istituto indipendente per la ricerca avanzata sull’improvvisazione sonora con sede a Scorzè (Venezia), come approdo naturale di un percorso che unisce pratica strumentale, pensiero compositivo e progettualità culturale. In questa prospettiva, la sua traiettoria artistica si definisce non solo come attività esecutiva e discografica, ma come campo di ricerca continuo, dove il lavoro sul suono, sulla forma e sulle possibilità dell’improvvisazione diventa il centro di una visione personale e coerente.

 


🇬🇧 Biography – Marco Trabucco

“Innovator in his area, Marco Trabucco embraces experimenting with contemporary music’s new sounds.” – Jazz World Quest
“Your playing shows maturity beyond your years.” – Steve Swallow
“A mature and sensitive musician, endowed with a musical vision that is certainly current, but at the same time immersed in a broader aesthetic.” – Umberto Fiorentino
“A dry stylist musician, but rich in melodic sensitivity.” – Boddi, Musica Jazz

Marco Trabucco is a double bassist, electric bassist, and composer whose artistic research operates at the intersection of performance, composition, and improvisational inquiry, with particular attention to the conditions that define and constrain the extemporaneous act at the very moment it comes into being.

His academic and artistic training developed between the “G. Tartini” Conservatory of Trieste, Ca’ Foscari University of Venice, and the “A. Steffani” Conservatory of Castelfranco Veneto, where he obtained diplomas and degrees in Jazz Electric Bass, Jazz Double Bass, Instrumental Pedagogy, and Performing Arts Techniques. He further enriched his education through masterclasses led by internationally renowned figures such as Keith Tippett, Bjorn Meyer, and Jarrod Cagwin, and in 2017 deepened his study of improvisation with Stefano Battaglia, Salvatore Maiore, and Roberto Dani.

Throughout his concert and recording career, he has collaborated, performed, and recorded with leading musicians from the jazz and contemporary music scenes, including Klaus Gesing, Nico Gori, and Lanfranco Malaguti.

From his recording debut in 2010 with Trabucco Bros — Open/Close (Blue Serge Records) to the broader timbral explorations of Orchestra (Caligola Records), his artistic production has evolved alongside an intense competitive activity, which led him to receive first prize at the “Chicco Bettinardi” National Competition for Best Debut Work with the Oir Quartet, first prize at the “Giovani Musicisti Città di Treviso” competition, and first prize at the “Blow into the Nightfly” competition (2012).

This trajectory was further marked by receiving the Berklee Award at Umbria Jazz, followed by the release of Making Friends (Abeat Records) with Klaus Gesing and the recording of …e penso a te, produced at La Fabrique studios under the production of Stefano Amerio and engineered by 19-time Grammy Award winner Al Schmitt. In this work, the language of jazz encounters the Italian singer-songwriter tradition through a refined balance of timbre and formal precision.

In 2016, Veneto Jazz recognized him as one of the emerging talents of the new Italian jazz scene. Within this same artistic direction came A Long Trip / With You (Abeat), his first work as a leader, followed by Meraki (Artesuono, 2019), produced by Amerio, and X [ics] (Abeat), a work for a ten-piece mixed ensemble combining a jazz quartet with a classical chamber formation. It is particularly in this latter recording that a significant critical perspective emerges: Paolo Cavallone emphasized its orientation toward the “overcoming of standardization,” identifying in Trabucco’s writing an approach capable of moving beyond the automatisms of more conventional jazz language. Cavallone also highlighted timbral solutions that “push toward intervallic tensions derived from the classical tradition,” revealing a compositional thought that does not merely fuse genres, but rather constructs a genuine research space between jazz, contemporary composition, and chamber music sensibility. From this perspective, X [ics] appears not simply as an encounter between different ensembles, but as a project in which composition becomes a tool for formal investigation and for redefining the relationship between improvisation, structure, and sonic material.

The importance of X [ics] was further confirmed when the album was included by Amedeo Furfaro in the volume Nuovo Jazz Italiano in 100 dischi, affirming its relevance within the contemporary Italian jazz landscape.

Alongside his jazz activity, Marco Trabucco is also active in the performance of the classical symphonic repertoire and has appeared on important international and national stages, including the Gran Teatro La Fenice in Venice, the Konzerthaus in Vienna, and the RAI Auditorium in Trieste. He has been featured on radio programs such as Piazza Verdi on Radio RAI 3 and has participated in festivals including Veneto Jazz, Orvieto Jazz, Sile Jazz, and Padova Jazz. His artistic biography is included in Flavio Caprera’s Dizionario del Jazz Italiano, published by Feltrinelli.

In 2026, he founded SONÈRVIA, an independent institute for advanced research in sound improvisation based in Scorzè (Venice), as the natural outcome of a path combining instrumental practice, compositional thought, and cultural project design. Within this perspective, his artistic trajectory is defined not only as a concert and recording activity, but as a continuous field of research in which work on sound, form, and the possibilities of improvisation becomes the center of a coherent and deeply personal vision.

 

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