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WHAT THEY SAY

ABOUT “A Long Trip (With You)”

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“Ascoltare un nuovo lavoro  discografico  è  sempre  un   puro  atto  di scoperta, è un “mettersi in ascolto” dei richiami e dei messaggi sonori contenuti, lasciando che la musica sia  libera e che possa  arrivare, fino      a toccarti dentro. Se poi il leader è il contrabbassista,  ancor  più  sono  attratto  da una dote speciale, la capacità di guidare il gruppo da dentro, cioè dalla pancia della band, attraverso gesti e  forze nascoste che, vista la posizione arretrata del contrabbassista sul palco,  non possono essere solo cenni o richiami visivi, ma devono diventare messaggi interiori per raggiungere le   antenne speciali  dei  compagni,  alla  ricerca di quell’interplay che diventa il suono personale del gruppo. E così è stato, infatti in questo bel CD di Marco Trabucco, il giovane contrabbassista veneto, classe 1985,   già ben conosciuto per le sue         doti e qualità musicali, fin dalle prime note si sente che la musica arriva, convince e conquista. Si comincia con Circle e fino alle ultime  note di May, the 14th   , nei sette brani  che  compongono  il  CD,  si  percepisce la ricerca di una omogeneità compositiva  che  attira  l’attenzione  all’ascolto.    Le  sette  storie  sono narrate con un codice linguistico personale, saldamente legato alla corrente musicale del jazz europeo, facendo solo  ogni tanto l’occhiolino a certi dettami esecutivi del linguaggio americano.Il suono della band  è  un tutt’uno avvincente, che ben amalgama  melodie dalla   spiccata cantabilità ad   interessanti   schemi   armonici  e  ritmici, passando da  brani riflessivi a ritmi intensi, da morbide ballate in 3/4 Otranto,   a  ricche   strutture in 5/4, Green Dance. In tutti i brani si sente che i  compagni  di  viaggio sono sempre a proprio agio e  ci regalano assoli avvincenti e soprattutto convincenti, a cominciare dal leader, che possiede un  bel fraseggio  personale, fluido e sempre pertinente.  La bellezza degli interventi  pianistici  di  Matteo  Alfonso,  il  suono   caldo  del  flicorno  di Gianluca Carollo,   unito   alla   sua   grande   padronanza   tecnica, il senso melodico ed il suono personale del chitarrista Andrea Ghezzo e  per ultimo ma non ultimo, l’interessante drumming  di Marco Carlesso, che muove la sezione ritmica secondo canoni moderni di interplay, tutto  questo,  unito  allo  splendido suono   del   CD   curato    dal   riconosciuto   genio di Stefano Amerio, donano all’album una caratura speciale, che firma con successo questo bel lavoro discografico del giovane  e bravo Marco Trabucco.

Buon ascolto”

Rosario Bonaccorso

 

“Nelle esperienze di chi vive il proprio viaggio musicale come ricerca non tutto viene portato alla massima espressione, privilegiando ciò in cui si rispecchiano eventi emotivi ritenuti (a torto o a ragione, nessuno potrà mai dirlo) più importanti, più formativi, più evolutivi; questo, forse, il motivo per il quale ogni performance venga proposta come Viaggio spesso non incontra facile leggibilità da parte di chi ascolta, perché, appunto, ogni Viaggio è personale, diverso da persona a persona e da artista ad artista.

Nel caso dell’album (chissà se “concept album”) del contrabbassista veneto il Piano delle Distanze da chi ascolta non appare in verità così algebrico, così cartesiano, così lontano dalle immagini che ognuno può, ragionevolmente, aver costruito nel corso di una storia individuale ricordata nei momenti essenziali; e questo non può che lasciare nell’uditore un senso di coinvolgimento assoluto, “facile” e stimolante per le sensazioni che i 7 brevi racconti suscitano per la loro spontanea natura d’essere complici a tutto tondo della molteplicità dei gesti umani, delle considerazioni esistenziali narrate secondo una sensibilità poetica che emerge, passo dopo passo, in geometrie musicali di ampio respiro jazzistico, inclini al tracciare i significati cromatici nelle luci dettate da un interplay profondo e ben misurato nelle garbate comprensioni dell’Altrui Essere.

Di quanti e quali intendimenti l’album riferisca sono Segnali estesi i flussi lirici che ascendono dalle elegie moderniste di Bill Evans e del Contemporary Jazz (“A Long Trip”, “May, the 14th”), dalle traslucide agilità espositive alla Pat Metheny (“Pesci”) e dal Cool newyorkese (“Green Dance”), alle derivazioni ECM dei climi notturni europei declinati in bruna intensità dalla dinamica incorporea dei battiti aerei di Gianluca Carollo al Flicorno  e dal calore stilistico di Matteo Alfonso al piano e Andrea Ghezzo alla chitarra: attimi fuggenti per la brillantezza di un Dettar Frasi d’ Immaginazione risonante e abbagliante nel fluire bassistico di Marco Trabucco, particolarmente intenso e originale nelle variazioni più introspettive della composizione (“How did the Cat get so fat?”).

Un’autobiografia (riteniamo) ove le Blue Notes appaiono predestinate ad esprimere tutti i colori dell’anima.”

Fabrizio Ciccarelli

“Scrivo molto volentieri di questo primo lavoro discografico di Marco Trabucco in veste di leader e compositore oltre che in quella di bassista. L’ascolto dei sette brani che ho ricevuto mi ha fatto conoscere un musicista maturo e sensibile, dotato di una visione musicale che è certamente attuale, ma che allo stesso tempo è immersa in un’estetica più ampia. Il lirismo, sia delle composizioni che delle esecuzioni di Marco e dei bravissimi interpreti che lo affiancano è l’elemento portante dell’intero progetto, che risulta estremamente organico e coerente. Sono sicuro che chi avrà modo di ascoltare questa bella musica resterà, come me, favorevolmente colpito.”

Umberto Fiorentino

“Un apollineo senso di quiete interiore che estasia all’istante e proietta la mente, in modo pindarico, verso universi immaginifici. A Long Trip / With You è la nuova opera discografica del giovane rampante contrabbassista e compositore Marco Trabucco, che per questa avventura musicale si avvale della preziosa collaborazione di quattro talentuosi sodali come Gianluca Carollo (flicorno), Matteo Alfonso (pianoforte), Andrea Ghezzo (chitarra) e Marco Carlesso(batteria). I sette brani contenuti nel CD sgorgano dalla vivida materia grigia del leader, eccezion fatta per Pesci (Andrea Ghezzo). L’ammantante climax onirico di Otranto è debordante di pathos evocativo. L’eloquio di Ghezzo è colto, serafico, imperlato da un toccante senso narrativo. Trabucco si esprime con incantevole grazia, adornando il suo sermone improvvisativo con profondo lirismo. Pesci è una composizione carezzevole, che illumina e riscalda l’anima. Qui il pianismo di Alfonso è centellinato con finezza e acume, ingemmato da un tocco fatato e da note che sembrano scolpite nel marmo. Ghezzo cesella un’elocuzione volutamente essenziale, dalla quale trasuda una rara sensibilità espressiva. Il manto ritmico tessuto da Carlesso è generoso e colmo di sobrietà comunicativa. Il mood etereo di May, The 14TH sortisce un effetto altamente vivificante. L’incedere di Carollo emana calore umano. Concepito in solco contemporary jazz, A Long Trip / With You brilla per mirabile cantabilità, melodiosità dal forte sapore europeo e ammirevole maturità artistica. Pregno di suggestive colorazioni impressioniste, rappresenta una magnifica peregrinazione che trasmette sensazioni rigeneranti.”

Stefano Dentice

“Nuovo appuntamento discografico per il contrabbassista e compositore veneto  Marco Trabucco, affiancato da  Gianluca Carollo (flicorno), Matteo Alfonso (pianoforte), Andrea Ghezzo (chitarra) e Marco Carlesso (batteria).  Siamo in ambito jazz, molto avvolgente, caldo, cool, suonato alla perfezione con assoli di gran pregio e uno spessore compositivo di primissimo livello. Non mancherà di entusiasmare gli appassionati ma è perfettamente fruibile anche da chi non frequenta abitualmente questi percorsi sonori.”

Antonio Bacciocchi

“イタリアの実力派ベーシストMarco Trabucco がリーダーの新録。
1曲を除き全曲Marco Trabucco のオリジナル。
リリカルでメランコリズム溢れる楽曲が素晴らしい。
イタリアらしい叙情性と丹念に緻密に織り込まれたアレンジで聴かせる珠玉の一作。
ゲストでフリューゲルホルンとギターが参加。
ジャンルカ・カルロの陰影感に富んだフリューゲルホルンは、透明感があり限りなく美しい。”

(trad.)

“Italian masterpiece bassist Marco Trabucco is the leader’s new record.
Except for one song, all songs are original by Marco Trabucco.
Melody rhythm filled songs are wonderful lyrical.
A piece of gems that you can listen with an Italian-like lyricism and carefully woven carefully.
Fergel horn and guitar participated in the guest.
Flugelhorn rich in shadow of Genre Ka · Carollo has a sense of transparency and is beautiful without limit.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Un viaggio. Marco Trabucco racconta un viaggio e lo racconta con la sua musica – eccezion fatta per “Pesci”, firmata da Andrea Ghezzo – fatta di acquerelli sonori dalle tinte pastello. La melodia è ben rappresentata, sempre in prima fila tiene banco dall’apertura di “Circles”, cantabile nei suoi tempi soffusi, ma irrorati dal pulsante basso del leader e dallo swing suggerito di Marco Carlesso, mentre Gianluca Carollo si invola in un lirismo che tiene saldo il rapporto con le radici del jazz. “Otranto” lascia suonare il mare, nelle conchiglie e nelle spazzole di Carlesso, nel tocco caldo sulle corde di Andrea Ghezzo, che marchia ogni nota e nell’elasticità significativa del giovane bassista di Mestre. La verve compositiva di Trabucco è originale e contemporanea e i suoi compagni di viaggio, sanno condividere i contenuti, qualsiasi forma essa assuma. Come nella fusion romantica del brano eponimo, con Matteo Alfonso che pennella un assolo che racchiude i migliori stilemi del pianismo europeo, con ottima qualità di tocco e articolazione, e Carollo a svolazzarci sopra a piacimento con vibrante e acuta intelligenza. Idem dicasi nel fast di “Green Dance”, che mette in evidenza l’eccellente coralità. “Pesci” è un moderna ballad che spiana la strada a “How Did The Cat Get So Fat”, che sciorina un vocabolario appartenente al modern mainstream che incontra il jazz contemporaneo europeo. ” May, The 14th” è una ballad con chiaroscuri soul e lumeggiature bluesy che affiorano nel passo sicuro e corposo del basso di Trabucco.

Un disco che recita quanto di nuovo e fresco vi possa essere in Italia, anche senza dover fare ricorso – sempre e comunque – agli standard.”

Alceste Ayroldi per Jazzitalia

 

ABOUT “Making friends”
Abeat Records – ABJZ 522 – 2013

522-OirTrio

Giulio Scaramella: pianoforte
Marco Trabucco: contrabbasso
Max Trabucco: batteria
Klaus Gesing: sax soprano, clarinetto basso

 

L’Oirtrio è una formazione attiva dal 2011. E’ un workshop tenuto in piedi da tre musicisti, Giulio Scaramella al pianoforte, Marco Trabucco al contrabbasso e Max Trabucco alla batteria, che si prefiggono una crescita e maturazione costante nell’ambito di una musica, il jazz, che offre continui stimoli e momenti di innovazione e sperimentazione. E’ un progetto che si consolida negli anni e fa di loro un piano trio moderno, sganciato dal mainstream e proiettato verso sonorità a metà strada tra il sound afroamericano di ricerca e quello europeo. Alla base del loro jazz c’è l’improvvisazione, composizioni originali contenenti idee e sperimentazioni timbriche, tecnica e nuovi linguaggi. Making Friends è un affresco di quello che giorno dopo giorno stanno realizzando, attraverso un interplay efficace, minuzioso nei dettagli, e matematico negli incastri cronologici.
Pur essendo un’opera prima non contiene le incertezze degli esordi, le amnesie, o le sfasature ritmiche e tecniche. Anzi, oltre ad essere in piena sintonia, i tre si concedono assolo calibrati, equilibrati e in piena economia con il contesto temporale delle singole composizioni. Queste ultime poi (otto in totale più una cover di Monk, Bye Ya), tutte scritte da Scaramella – che immaginiamo sia un “fan” del pianista americano a cui omaggia Funkamonk -, tranne una, Fla, da Trabucco, rasentano freschezza espositiva, temi accattivanti, ritmi vivaci e carichi di colore e calore. La presenza del sassofonista tedesco Klaus Gesing aggiunge sapienza e lirismo, prerogative che vanno a rafforzare la tenuta melodica del disco. I suoi interventi in Sandrigo, Green Weeks, Young e Didi, sono momenti di alta scuola jazzistica e valorizzano ancor più il lavoro di costruzione che il trio fa sia in quei brani che in quelli restanti (Scarf Theme, Bye Ya, Betty, Funkamonk e Fla), perché rendono il disco completo, variegato e “semplicemente complesso”.

 
Jazzconvention.net

“Excellent trio!  You three play together really well, and the songs are of a very high quality.  And, of course, I much enjoyed your bass playing, Marco.  The bass sounds very good to me, rich and deep, and I like very much what you’re playing. Your playing shows maturity beyond your years.”

Steve Swallow

“There is a high level of artistry happening in this ensemble. It is beautiful to hear improvised music where all the players have a collective vision and conception. When the stars are aligned it can be amazing. Congratulations.”

Sid Jacobs

“I like the compositions and arrangements very much, the sound and balance of the recording as well. You sound great on it Marco, very solid and in tune overall and nice, lyrical solos, very nice!”

Fernando Huergo