NUOVA RECENSIONE “A Long Trip / With You” – Jazzitalia

Un viaggio. Marco Trabucco racconta un viaggio e lo racconta con la sua musica – eccezion fatta per “Pesci”, firmata da Andrea Ghezzo – fatta di acquerelli sonori dalle tinte pastello. La melodia è ben rappresentata, sempre in prima fila tiene banco dall’apertura di “Circles”, cantabile nei suoi tempi soffusi, ma irrorati dal pulsante basso del leader e dallo swing suggerito di Marco Carlesso, mentre Gianluca Carollo si invola in un lirismo che tiene saldo il rapporto con le radici del jazz. “Otranto” lascia suonare il mare, nelle conchiglie e nelle spazzole di Carlesso, nel tocco caldo sulle corde di Andrea Ghezzo, che marchia ogni nota e nell’elasticità significativa del giovane bassista di Mestre. La verve compositiva di Trabucco è originale e contemporanea e i suoi compagni di viaggio, sanno condividere i contenuti, qualsiasi forma essa assuma. Come nella fusion romantica del brano eponimo, con Matteo Alfonso che pennella un assolo che racchiude i migliori stilemi del pianismo europeo, con ottima qualità di tocco e articolazione, e Carollo a svolazzarci sopra a piacimento con vibrante e acuta intelligenza. Idem dicasi nel fast di “Green Dance”, che mette in evidenza l’eccellente coralità. “Pesci” è un moderna ballad che spiana la strada a “How Did The Cat Get So Fat”, che sciorina un vocabolario appartenente al modern mainstream che incontra il jazz contemporaneo europeo. ” May, The 14th” è una ballad con chiaroscuri soul e lumeggiature bluesy che affiorano nel passo sicuro e corposo del basso di Trabucco.

Un disco che recita quanto di nuovo e fresco vi possa essere in Italia, anche senza dover fare ricorso – sempre e comunque – agli standard.

Alceste Ayroldi per Jazzitalia

http://www.jazzitalia.net/recensioni/alongtripwithyou.asp#.WhlBxLSdXVq

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