Menabò158-MTrabucco (trascinato) (1)

Di prossima uscita il 21 settembre per Abeat records


Marco Trabucco – bass / compositions
Matteo Alfonso – piano
Marco Carlesso – drum
with:
Gianluca Carollo – flughelhorn
Andrea Ghezzo – guitar

“Ascoltare un nuovo lavoro  discografico  è  sempre  un   puro  atto  di scoperta, è un “mettersi in ascolto” dei richiami e dei messaggi sonori contenuti, lasciando che la musica sia  libera e che possa  arrivare, fino      a toccarti dentro. Se poi il leader è il contrabbassista,  ancor  più  sono  attratto  da una dote speciale, la capacità di guidare il gruppo da dentro, cioè dalla pancia della band, attraverso gesti e  forzenascoste che, vista la posizione arretrata del contrabbassista sul palco,  non possono essere solo cenni o richiami visivi, ma devono diventare messaggi interiori per raggiungere le   antenne speciali  dei  compagni,  alla  ricerca di quell’interplay che diventa il suono personale del gruppo. E così è stato, infatti in questo bel CD di Marco Trabucco, il giovane contrabbassista veneto, classe 1985,   già ben conosciuto per le sue         doti e qualità musicali, fin dalle prime note si sente che la musica arriva, convince e conquista. Si comincia con Circle e fino alle ultime  note di May, the 14th   , nei sette brani  che  compongono  il  CD,  si  percepisce la ricerca di una omogeneità compositiva  che  attira  l’attenzione  all’ascolto.    Le  sette  storie  sono narrate con un codice linguistico personale, saldamente legato alla corrente musicale del jazz europeo, facendo solo  ogni tanto l’occhiolino a certi dettami esecutivi del linguaggio americano.Il suono della band è  un tutt’uno avvincente, che ben amalgama  melodie dalla   spiccata cantabilità ad   interessanti   schemi   armonici  e  ritmici, passando da  brani riflessivi a ritmi intensi, da morbide ballate in 3/4 Otranto,   a  ricche   strutture in 5/4, Green Dance. In tutti i brani si sente che i  compagni  di  viaggio sono sempre a proprio agio e  ci regalano assoli avvincenti e soprattutto convincenti, a cominciare dal leader, che possiede un  bel fraseggio  personale, fluido e sempre pertinente.  La bellezza degli interventi  pianistici  di  Matteo  Alfonso,  il  suono   caldo  del  flicorno  di Gianluca Carollo,   unito   alla   sua   grande   padronanza   tecnica, il senso melodico ed il suono personale del chitarrista Andrea Ghezzo e  per ultimo ma non ultimo, l’interessante drumming  di Marco Carlesso, che muove la sezione ritmica secondo canoni moderni di interplay, tutto  questo,  unito  allo  splendido suono   del   CD   curato    dal   riconosciuto   genio di Stefano Amerio, donano all’album una caratura speciale, che firma con successo questo bel lavoro discografico del giovane  e bravo Marco Trabucco.

Buon ascolto”

Rosario Bonaccorso

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